“La balbuzie nei bambini non va ignorata: accogliere con delicatezza fa la differenza. Scopri esempi concreti e consigli per genitori.”
Da un anno ho iniziato a lavorare con la balbuzie. Ho aperto libri, frequentato corsi, ma ho capito presto che non sarebbe bastato informarsi. Avevo bisogno di ascoltare, osservare da vicino, entrare in punta di piedi nel vissuto di chi sperimenta quotidianamente quella difficoltà. E nel caso della balbuzie, tutto parte da qui: dall’aspetto emotivo.
Come si sente un bambino che balbetta?
Le parole si bloccano. Si allungano. Inciampano. La comunicazione rallenta, si interrompe, e questo crea frustrazione.
E non solo in chi ascolta, ma soprattutto in chi prova, con tutte le sue forze, a parlare e non riesce come vorrebbe.
Ricordo ciò che mi era stato detto durante gli studi universitari: “Ignorate il problema, non fateci caso, non mettetelo in evidenza.”
Ma lavorando sul campo e confrontandomi con logopediste esperte in balbuzie, ho capito che “ignorare” è spesso il modo più sbagliato di accogliere una difficoltà.
Fare finta di niente, nascondere, minimizzare: tutto questo non protegge il bambino, ma lo lascia solo nella sua difficoltà.
Accogliere la balbuzie, non ignorare (la storia di Leo)
Molti genitori di bambini che balbettano ricevono ancora il consiglio di “aspettare” o “non parlarne”. Ma nel mio lavoro ho visto che questa strada rischia di lasciare il bambino solo con la sua difficoltà. Non si tratta di ingigantire il problema, ma di nominarlo con delicatezza, renderlo riconoscibile e quindi affrontabile.
Una mamma una volta mi ha raccontato: Ieri sera ero con Leo (nome di fantasia) e ho balbettato appositamente per aprire il discorso, ho detto “prendiamo un li-li-libro?” Leo mi ha guardato con gli occhi sgranati, e ho continuato sorridendo “Hai sentito? Mi è capitato di saltellare, ti è mai capitato di sentire qualcuno saltellare?” Leo con stupore e sollievo “Si mamma, capita a me!!” in quel momento si è sentito accolto e compreso. Era felice! Mi ha sorpresa!
La consapevolezza non fa male. Fa spazio.
Spesso temiamo che un bambino possa “soffrire” una volta consapevole delle proprie difficoltà. Eppure è proprio il contrario.
Quando un bambino ha le parole (e il permesso) per parlarne, la difficoltà non è più un tabù.
Diventa qualcosa che si può conoscere e quindi affrontare. Qualcosa che si può nominare e di cui non bisogna vergognarsi. Una caratteristica che non ci definisce, ma fa parte di noi.
Un altro esempio: la storia di Giulia
Giulia (altro nome fantasia) a 2 anni e mezzo ha cominciato a balbettare in maniera molto importante mi raccontano i genitori.
“Mamma non riesco a parlare! Le parole non escono” diceva Giulia piangendo. La mamma con molta lucidità non ha ignorato, non ha evitato l’argomento, ma ha accolto! Con parole semplici ma delicate è vero, a volte succede che quando le parole sono tante e vogliono uscire velocemente non sanno mettersi d’accordo e si incastrano. Ma io sono qui per ascoltarti. piano piano ce la facciamo insieme.
Un anno dopo, durante la valutazione logopedica, chiedo a Giulia:
“Ti capita mai che le parole saltellino?”
E lei, serena:
“Sì, mi capita spesso… ma poi piano piano escono. Mamma e papà mi aiutano.”
Non serve nascondere la balbuzie. Serve accompagnare.
Ogni bambino che balbetta merita di sentirsi accolto anche nei momenti in cui le parole inciampano. Non è utile aspettare passivamente che la difficoltà scompaia da sola, perché a volte non accade.
Ciò che fa davvero la differenza è creare uno spazio sicuro, in cui il bambino possa sentirsi ascoltato e compreso anche quando non riesce a parlare come vorrebbe. In quello spazio può crescere con fiducia, un passo alla volta, senza paura.
Se ti stai chiedendo come aiutare un bambino che balbetta, sappi che un percorso di logopedia può fare la differenza. Un logopedista esperto in balbuzie nei bambini può guidare la famiglia con strategie pratiche e creare un contesto sereno in cui il piccolo si senta accolto. Se desideri più informazioni o pensi che possa esserti utile un confronto, puoi scrivermi a logolandya@gmail.com